Il Vangelo secondo Pier Paolo

Posted in General by midbar on 01/11/2005 20:23

Trent’anni fa, nella notte tra l’ 1 e il 2 Novembre 1975, moriva Pier Paolo Pasolini.

Del suo “Vangelo secondo Matteo” (1964) diceva:

“La mia idea è questa: seguire punto per punto il Vangelo secondo Matteo, senza farne una sceneggiatura o riduzione. Tradurlo fedelmente in immagini, seguendone senza una omissione o un’aggiunta il racconto. Anche i dialoghi dovrebbero essere rigorosamente quelli di San Matteo, senza nemmeno una frase di spiegazione o di raccordo: perché nessuna immagine o nessuna parola inserita potrà mai essere all’altezza poetica del testo. E’ quest’altezza poetica che così ansiosamente mi ispira. Ed è un’opera di poesia che io voglio fare. Non un’opera religiosa nel senso corrente del termine, né un’opera in qualche modo ideologica. In parole molto semplici e povere: io non credo che Cristo sia figlio di Dio, perché non sono credente, almeno nella coscienza. Ma credo che Cristo sia divino: credo cioè che in lui l’umanità sia così alta, rigorosa, ideale da andare al di là dei comuni termini dell’umanità. Per questo dico ‘poesia’: strumento irrazionale per esprimere questo mio sentimento irrazionale per Cristo”.

E’ un Cristo rivoluzionario:
Nel corso di un dibattito tenutosi negli ultimi mesi del 1964, Pasolini dichiarò: “… mi sembra un’idea un po’ strana della Rivoluzione questa, per cui la Rivoluzione va fatta a suon di legnate, o dietro le barricate, o col mitra in mano: è un’idea almeno anti-storicistica. Nel particolare momento storico in cui Cristo operava, dire alla gente ‘porgi al nemico l’altra guancia’ era una cosa di un anticonformismo da far rabbrividire, uno scandalo insostenibile: e infatti l’hanno crocifisso. Non vedo come in questo senso Cristo non debba essere accepito come Rivoluzionario …”.

E’ un Cristo contemporaneo (i soldati di Erode sono vestiti da fascisti e i soldati romani sono vestiti da celerini) e che parla ancora agli uomini di oggi:
Durante la sequenza della Crocifissione Cristo pronuncia queste ultime parole: “Voi udrete con le orecchie ma non intenderete e vedrete con gli occhi ma non comprenderete, poiché il cuore di questo popolo si è fatto insensibile e hanno indurito le orecchie e hanno chiuso gli occhi per non vedere con gli occhi e non sentire con le orecchie”.

Il cowboy e l’allevatore di bufale

Posted in General by midbar on 01/11/2005 20:18

Washington «teme il cambio della guardia» tra me e Prodi-Zapatero; l’amministrazione americana ha paura che alle prossime elezioni politiche italiane ci sia «un cambio di governo perché conosce quale sono i progetti della sinistra». Dopo il premier operaio dei lontani fasti, ora Silvio Berlusconi si fa premier-interprete. Bush non dormirebbe la notte pensando alle elezioni italiane prossime venture. Parola di Berlusconi.

La confessione del presidente americano al premier confessore e interprete è avvenuta in un incontro alla Casa Bianca. Il presidente del consiglio è a Washington per un vertice con George Bush. Un vertice in tono minore.

Berlusconi ha riferito di aver parlato con Bush delle prossime elezioni politiche italiane e ha quindi spiegato perché il governo americano «teme il cambio della guardia» a Roma: «mi sembra tutto molto chiaro, quando il leader del centrosinistra annuncia l’immediato ritiro delle truppe, come Zapatero, …beh, uno più uno fa due. Non c’è altra spiegazione: è elementare, è evidente».

Un’affermazione netta che ha provocato una immediata richiesta di chiarimenti da parte dei giornalisti che hanno voluto sapere se fosse stato proprio Bush ad esprimere i propri timori su un eventuale cambio della guardia in Italia.

«Io ho detto che è evidente che… l’amministrazione americana teme il cambio della guardia in Italia. - ha balbettato il premier italiano - Quando abbiamo un capo dell’opposizione che dice “faremo come Zapatero, beh… uno più uno fa due”».

Intanto alla Casa Bianca l’uscita estemporanea e personale di Berlusconi crea imbarazzo e agitazione e si apprende che Bush non gli ha detto nulla del genere, si è limitato a fargli gli auguri.

Fino a quando Fred Jones, il portavoce del Consiglio di sicurezza nazionale, fucina della politica estera Usa assieme al dipartimento di Stato, precisa ufficialmente che «le elezioni italiane sono una questione del popolo italiano» e che «l’America non interferisce nella politica delle nazioni sovrane». «Non ho visto il testo delle dichiarazioni del premier - prosegue Jones - ma so che le ha chiarite. E’ stata una sua interpretazione di uno scambio col presidente. Non facciamo commenti. Lasciamo le cose come stanno, non entriamo nel dibattito politico sulle prossime elezioni italiane ».

Intanto in Italia partono le rotative e il quotidiano La Repubblica esce, in stampa e nelle edicole, con un titolo esplicativo della nuova invenzione di Berlusconi: “Bush smentisce Berlusconi”.

Apriti cielo… Berlusconi vede i giornali e va su tutte le furie. Indossa nuovamente i panni dell’incompreso, della vittima, rilasciando una nota, sul titolo di Repubblica, nella quale afferma, tra l’altro: “Ho lasciato correre le inesattezze di alcuni giornali sulla mia visita in Usa per risparmiare a tutti la solita, ingiusta e ingiustificata accusa di ‘censura’, che scatta implacabilmente in questi casi, sempre e solo contro il presidente del Consiglio.”

[via Megachip, Canisciolti e Repubblica.it]

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