Un sogno

Posted in General by midbar on 05/05/2006 00:05

Ho fatto un sogno, la scorsa notte, era strano ed è per questo che lo ricordo, non succede mai di ricordare sogni.

Nel sogno camminavo, percorrendo un sentiero, stretto, in salita. Questo sentiero saliva sul bordo di un monte. Quel monte era enorme, non si vedeva nè la cima nè la base.

Mentre camminavo mi imbattei in uomini carichi di enormi fardelli che, piangendo, sembravano dire “più non posso…”.

Profondamente turbato mi avvicinai ad uno di loro e chiesi dove fossimo e chi fosse lui, il cui volto pareva familiare.

La risposta, incredibile, fu la seguente:
“Questo monte si chiama Purgatorio, e la colpa degli uomini che qui vedi fu, in vita, la superbia. Estrema.”

“Ma tu chi sei? Chi fosti?” - domandai nuovamente.

“Il mio nome non dirò, ma sappi che in Italia fui ministro. Pur essendo ingegnere, amministrai la Giustizia. Alla grazia di alcuni mi opposi fermamente e con durezza. Schiavo, invece, mi rivelai nei confronti di una nazione potente e belligerante, opponendomi alle richieste di estradizione di uomini che avevano ammazzato chi aveva fedelmente servito il proprio paese.”

“Ti riconosco” - risposi - “Ma come mai il tuo lamento supera il pianto degli altri tuoi compagni?”

“Le mie pene avranno fine soltanto quando coloro ai quali sempre opposi la concessione della grazia saranno convocati alla presenza di nostro Signore. Allora sarà loro chiesto quando e se potrò essere liberato.”

“E dunque?” - ribattei, insofferente.

Rispose: - “Per me le possibilità sono due:
- avevo ragione in vita. Feci bene a impormi  nel non concedere la grazia: l’inferno è quanto spetta loro e quindi questa mia sofferenza non avrà mai fine.
- avevo torto e, prima o poi, giungeranno in Paradiso. In questo caso so che, ohi superbia…, non mostreranno la stessa mia durezza e stupidità. Ma la superbia, che ancora mi possiede, rende inaccettabile alla mia coscienza questa possibilità!”

Nel momento stesso in cui costui si volgeva per riprendere il cammino, udii le voci degli altri. Recitavano il Padre Nostro: “…RIMETTI A NOI I NOSTRI DEBITI COME NOI LI ABBIAMO RIMESSI AI NOSTRI DEBITORI…”

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