Il dilemma dei polli
A me piace stuzzicare… sono un po’ “taraghigno”, come si dice a Bologna…
Ad esempio, almeno una volta al mese, ai pranzi di famiglia, mi diverto a lanciare sempre la stessa domanda:
“Ma i polli, secondo voi, di che sesso sono?”
A: - “I polli sono soltanto maschi: i maschi non servono, ne basta uno per fecondare, tutti gli altri possono morire… le femmine invece sono un patrimonio: fanno le uova!!!”
B: - “Ma figurati se si mettono a controllare pulcino per pulcino e i maschi li sbattono di qua e le femmine di là!”
A: - “Te lo dico io… fanno venire i cinesi, che ci hanno le mani piccole, si sono specializzati!!!”
B: - “Ma dai, i cinesi o magari i bambini indiani che oltre a cucire i palloni si mettono a fare i separatori di polli, non farmi ridere…”
C: - “per me ci sono delle macchine apposta… non c’è più bisogno dei cinesi…”
…. e così, sempre, ogni domenica in cui abbiamo il pollo per pietanza, fino alla fine …
E secondo voi i polli… ?


Il Che aveva il volto irregolare d’un soriano bello, ironico. Avevamo parlato lunghissime ore, pressoché tutta la notte. Scorreva all’Avana il gennaio tiepido del 1961. Dio, dissi al Che che mi dedicava con una vecchia stilografica il suo libro sulla guerriglia popolare. Dio: ci crede, ci ha mai creduto? Lasciò raffreddare la domanda, poi: “Non mi sono mai posto il problema di Dio: e tuttavia, ecco, siccome sono un argentino provinciale, mezzo spagnuolo e mia madre mi portava a Messa da piccolo, ecco se Dio esiste come mi ha sempre ripetuto mia madre, se Dio esiste, dico, mi piacerebbe pensare che nel suo grande cuore ci sia un posto, piccolo, per il comandante Ernesto Che Guevara”. Quando morì per mano di un sergente boliviano ubriaco che aveva schiaffeggiato, il Che (forse) avrà saputo in quel preciso momento che quel posto, per lui, c’era.